IL BDSM TRA ISTINTO E RAGIONE

13 Mar

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ROSSA COME IL FUOCO – Antonella Aigle – Damster Ed.

Cecilia è una ventenne inquieta, ribelle, stanca dell’esistenza patinata, ma vuota, che la sua ricca famiglia milanese vorrebbe per lei. Un padre assente, una madre più interessata a mantenere le apparenze che a capire di cosa la figlia ha realmente bisogno, dopo l’ennesima bravata, la ragazza viene mandata ‘in punizione’ dalla zia Lena, sorella della madre, che vive da anni con il marito e i due figli in un paesino della costa adriatica.

Cecilia deve così abbandonare la sua vita effimera e monotona per lasciare il posto a quella piena e concreta che l’attende a casa di Lena, donna solare, pragmatica, in grado di responsabilizzare la ragazza attraverso lavori manuali e regole di convivenza familiare.

Libera dal pesante giogo della madre, Cecilia scopre piano piano nuove opportunità di crescita personale, una maggiore autonomia di azione e una nuova cerchia di amici.

Qualcosa, però, cova sotto la superficie e turba Cecilia: qualcosa di cui nemmeno lei è pienamente consapevole e che ha a che fare con le relazioni con l’altro sesso. Abituata a usare gli uomini per piacere personale, è tuttavia condannata a continue frustrazioni a causa di incontri fugaci che la lasciano insoddisfatta.

Solo l’incontro con Paolo, ristoratore della zona e collezionista di giovani artiste che intrattiene con l’arte della dominazione sessuale, riuscirà a far emergere e dare sfogo all’io più intimo e nascosto di Cecilia.

Sono tre gli aspetti che danno struttura e corpo al romanzo e che ho particolarmente apprezzato:

  • Il ritorno alla vita di Cecilia dopo ‘l’esilio forzato’ lontano da casa: le nuove abitudini familiari, il lavoro nel negozio di zia Lena, le nuove amiche e l’opportunità che una di esse, Melissa, offre alla protagonista quando le chiede di posare per la sua mostra fotografica.La Aigle, ancora una volta, ci offre uno scorcio della vita di paese, quel piccolo borgo della costa abruzzese dove tutto ha avuto inizio e dove tutto continua. Un omaggio, l’ennesimo, alla terra tanto amata dall’autrice, quella che le ha dato i natali e che il lettore ha ormai imparato ad amare. Ogni pagina dell’autrice trasuda quel sentimento d’amore viscerale, che permea tutto, dalla mansarda arredata in cui dorme la protagonista, al negozio di fiori, al locale dove passa le serate in compagnia delle amiche.
  • La presenza del parallelismo e del confronto fra due generazioni diverse: in ‘Ultima fermata in Paradiso’ i figli adolescenti della coppia protagonista aspiravano a diventare come i loro modelli familiari adulti, in ‘Rossa come il fuoco’ è Lena, la zia di Cecilia, a rispecchiarsi nei turbamenti giovanili della nipote. Lena è una Cecilia adulta, anche lei fuggita dalla vita pomposa ed effimera dei salotti milanesi per (ri)trovare se stessa, e finalmente rinascere, nel piccolo paesino sul mare dove ha incontrato e sposato l’uomo della sua vita: Enzo. Il rapporto d’amore con il marito poggia su un’intensa relazione sessuale basata sulla dinamica dominazione/sottomissione. Enzo e Lena sono due persone con bisogni opposti, ma complementari, che solo incontrandosi sono riuscite a trovare l’armonia perfetta. Lena si rispecchia in Cecilia, ne riconosce le pulsioni giovanili e l’istinto, ne rappresenta la naturale evoluzione all’interno di un rapporto di coppia equilibrato, dove ogni metà appartiene a se stessa, prima che all’altro. Il concetto di ‘appartenenza’, come ce lo descrive la Aigle attraverso le parole di Cecilia, non è qualcosa che fa parte di un destino ineluttabile al quale i protagonisti sono costretti a cedere, bensì una scelta consapevole da parte di individui altrettanto consapevoli dei loro bisogni, delle loro pulsioni, ma anche del loro valore come singoli al di fuori della relazione di dominanza/sottomissione.
  • Il ruolo del protagonista maschile nella storia: Paolo è un dominatore credibile, distaccato quanto basta, un uomo che non perde la testa solo perché innamorato. La sua figura rimane volutamente sullo sfondo, senza togliere la scena a Cecilia, e questo è, a mio avviso, uno dei segreti della buona riuscita del romanzo. In ‘Rossa come il fuoco’ non troviamo il solito cliché del dominatore claustrofobico, che finisce per stalkerizzare la sua sottomessa, controllandone ogni aspetto della vita (giustificando poi le proprie azioni perché mosse da un sentimento d’amore). Nel libro, Paolo, pur innamorato, non cambia la sua personalità, ma rimane coerente con se stesso e con Cecilia

‘Rossa come il fuoco’ è un romanzo scorrevole, piacevole e tutto italiano.

Consigliato.

 

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