La Solita Storia? Forse no

7 Mag

10173518_1415028225435818_3952286036019753875_nDevo dire la verità: dopo aver letto i primi capitoli di questo libro ero pronta a prendere in mano la penna e scrivere una storia ‘di protesta’ che parlasse una buona volta di matrimoni che funzionano. Ero arrabbiata, pensavo ‘Perché si scrive solo di un certo modo di evolvere dell’unione fra due coniugi?

Un matrimonio che funziona è diventato qualcosa di cui parlare a bassa voce, per paura che dirlo in giro porti sfiga ma, soprattutto, è qualcosa che non vende, non interessa a nessuno. Diciamocelo: senza sofferenza non è vero amore. Così ci hanno insegnato il cinema, la televisione, la letteratura.

Ma ritorniamo al contenuto del libro.

Ci troviamo di fronte al classico triangolo: lui, lei, l’altra.

Lui e lei sono una coppia sposata di mezz’età con due figli ormai prossimi ad uscire dal nido, l’altra è l’amante di lui, una donna che ha superato i trenta alle prese con un figlio piccolo e un ex-marito che si è rifatto una vita altrove.

Laura (lei), una quasi cinquantenne realizzata ma inquieta, teme che suo marito abbia un’altra. E allora eccola alle prese con il soddisfacimento dei dettami che la società impone: nuota tutti i giorni (o quasi), si sposta in bicicletta, controlla la rughe allo specchio. Sì perché, oltre ad essere una buona moglie e una brava madre, se la deve vedere con un marito attraente (si sa, gli uomini più invecchiano più sono affascinanti, sigh!).

Pietro (lui) viene rappresentato come il classico marito con la crisi di mezz’età: si tiene in forma andando in bicicletta, ammicca alle donne che incontra, e si fa pure l’amante giovane.

Vittoria (quest’ultima) è l’anello debole, colei che si accontenta di un uomo a metà pur di convincersi che vale qualcosa, non chiede nulla (strano ma vero!) ma si accontenta del tempo che Pietro le riesce a concedere, anche a costo di rinunciare a divertirsi e fare nuove (e più fruttuose) conoscenze.

Credo che molti lettori non faranno fatica a riconoscersi in almeno uno dei protagonisti. E’ questo uno dei pregi dell’autrice, che riesce a dipingere in maniera davvero realistica sentimenti ed emozioni dei personaggi, sia maschili che femminili, rendendo la lettura davvero coinvolgente (d’altronde il tema del tradimento è qualcosa che tocca tutti coloro che lo hanno vissuto, subito o inflitto, ma che persino lo temono).

La solita storia dunque?

Io direi proprio di no, perché il libro prosegue con una seconda parte che, a mio giudizio, ne riscatta la prima,  un po’ convenzionale. Di fronte alla scoperta del tradimento di Pietro, Laura fa una scelta inusuale che la porterà a riscoprire la sua femminilità e soprattutto a godere della passione in lei mai sopita ma che, ahimè, il marito ha nascosto, perché non ‘corrispondente’ alla donna che ha sposato.

E allora ecco un nuovo scenario, un nuovo incontro, più maturo, e una ricerca interiore del meglio, con la M maiuscola.

Quale sarà la scelta di Laura? Riuscirà Pietro a soddisfare la donna la cui femminilità non si è mai sopita?

Il lettore attento non si  farà sfuggire il finale a sorpresa: quali domande dovranno ancora attendere risposte? E quali risposte saranno veramente quelle giuste?

Un libro ricco di momenti di introspezione e di riflessione sulla condizione delle donne, della famiglia, dei rapporti a due. Una ricerca disperata di rendere meno scontata una vita destinata alla quotidianità: ma non è questa la vera sfida? Apprezzare questa quotidianità, fatta di piccole cose, di pregi e difetti, di responsabilità e di sicurezza? Ritengo che questi aspetti non vadano mai banalizzati, ecco perché la storia dell’autrice ha qualcosa in più. E’ una riscoperta dello ‘scontato’, la creazione di un (nuovo?) punto di vista sulla persona che ci accompagna lungo e per la vita.

Davvero apprezzabile, inoltre, la scelta di differenziarsi dal filone contemporaneo – che vede solitamente protagonisti giovani ragazze, più o meno inesperte, e ricchi magnati dell’industria. Qui si ha a che fare con persone mature, già formate, che la nostra società tende invece ad escludere dall’immaginario amoroso/erotico.

Insomma, un libro che consiglio fortemente, che ha lasciato nella sottoscritta strascichi emotivi e riflessioni tutt’altro che scontate.

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