Il sesso libero e le anti-perversioni

27 Mar

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Le perversioni di Ninè di Maddalena Costa – Damster Edizioni

Questo ebook contiene una raccolta di 17 racconti erotici scritti da Maddalena Costa. Solo i primi tre sono centrati sul personaggio di Ninè cui si fa riferimento nel titolo. Gli altri 14 invece sono a tema vario e fanno apprezzare la capacità dell’autrice di far viaggiare l’immaginazione in modo ampio e ricco, inventando e rappresentando storie, situazioni e personaggi variegati e diversi tra loro. Lo stile è piacevolmente efficace: in ogni racconto l’autrice ha una storia o una situazione interessante da raccontare e può concentrarsi sulla narrazione senza crogiolarsi in eccessivi lirismi (che nel nostro genere sono spesso il marchio di fabbrica delle produzioni più povere dal punto di vista narrativo). C’è sempre il giusto equilibrio tra i fatti, l’azione, e le emozioni dei protagonisti. I momenti erotici sono in genere abbastanza “caldi” e descritti in modo limpido, diretto, coinvolgente, senza inutili giri di parole.

Il tema più ricorrente in questi racconti è un anelito verso il sesso libero, volendo così chiamare l’esperienza erotica vissuta al di fuori di legami e strutture sentimentali, comprendendo anche l’esperienza occasionale, con un partner sconosciuto. A questo tipo di sessualità viene data una funzione catartica, liberatoria, rigenerante, spesso in evidente contrapposizione con l’altra sessualità, quella legata, istituzionalizzata, che invece viene talvolta presentata come ambito tipicamente problematico.

In qualche caso l’esperienza di sesso libero costituisce persino una sorta di rinascita. Come succede a Stefano (nel racconto “L’uomo nuovo“), che grazie all’incontro erotico occasionale con una sconosciuta pescatrice incontrata su una spiaggia deserta, trova la forza di cominciare a rimettere insieme i pezzi della propria vita sconvolta dal fallimento del suo matrimonio per via delle proprie infedeltà.

Qualcosa del genere capita anche a Rosa (nel racconto “Elena“), che trova nell’occasionale episodio lesbico con Elena (cugina di un’amica) la forza e l’autoconsapevolezza per uscire dall’impasse in cui si trova, divisa tra il marito e l’amante.

Altre volte l’esperienza di sesso libero rappresenta un momento di svolta nella vita (come ne “Il culo rosso…” e ne “Il mio angolo di paradiso“), oppure uno sfizioso arricchimento del presente (“Ti voglio“), anche quando resta confinata nel virtuale (“Che buon sapore!“), oppure una tentazione (“L’orecchino“), oppure semplicemente qualcosa di meravigliosamente intenso da vivere una sola indimenticabile volta senza bisogno che ci sia un seguito (“Tutto o niente“, forse il pezzo più coinvolgente della raccolta).

Il personaggio di Ninè, protagonista dei primi tre racconti, è in un certo senso un’incarnazione di questa filosofia. Ninè è una donna che ha deciso di fare del sesso libero uno stile di vita. Rifugge da ogni legame sentimentale, ma ha una pattuglia di scopamici (nonché qualche scopamica donna) cui rivolgersi quando ne sente l’esigenza, senza per questo negarsi a incontri occasionali con partner sconosciuti o semisconosciuti se si presenta l’opportunità.

L’autrice sceglie una narrazione in prima persona e al tempo presente. Il massimo di adesione al punto di vista della protagonista. Sembra quasi di essere nella sua testa mentre lei vive le sue giornate, momento per momento. Leggiamo i suoi pensieri passeggeri, le sue emozioni, le sue voglie, le sue noie. Uno stile che apprezzo meno dal punto di vista letterario, ma forse la scelta in questo caso è giustificata.

La domanda che ci si pone è se Ninè, questa donna al massimo dell’emancipazione, devota dichiarata del sesso usa-e-getta, rappresenti davvero un modello proponibile, percorribile, positivo. Probabilmente no. Sin dal principio non ci convince. Il soddisfatto autocompiacimento che la protagonista sfoggia suona falso, tanto quanto il “Ninè” spacciato per diminutivo di “ninfomane” (sic!). Evidente esagerazione. Ninè non ha pruriti erotici particolarmente fuori dall’ordinario per intensità e frequenza. Cerca solo di amplificarli per dare seguito ad una scelta consapevole, ad un’immagine di se stessa, o forse sarebbe meglio dire una maschera, che si è voluta costruire addosso.

In qualche tratto della narrazione infatti la maschera cede, si sgretola parzialmente, e si intravede qualche spiffero freddo di quello che c’è sotto. Niné confesssa di essere una donna che ha vissuto un’infanzia di rapporti famigliari complicati che hanno lasciato come pesante retaggio l’incapacità (ma forse più semplicemente la paura) di amare. Forse la maschera è solo una corazza a protezione delle vulnerabilità.

Allo stesso modo, progressivamente, sembra sempre meno salda la scelta di rifiutare un legame con un singolo uomo. Infatti, proprio mentre ci racconta di come si sia rivelata un fallimento l’ennesima scopata occasionale, Ninè riflette su Luca, il preferito tra i suoi scopamici, raccontandocene le doti e i pregi, in modo non differente da quanto farebbe una qualsiasi donna innamorata. Leggendo si ha la sensazione che ci sia un’irresistibile attrazione, nella mente di Ninè, tra Luca e quel posto di proprio uomo che lei vorrebbe imporsi di tenere sgombro perennemente. Ogni volta che si crea artificialmente un vuoto, la Natura cerca di riempirlo. La storia di Ninè resta in sospeso nell’e-book, ma è difficile pensare che alla lunga Ninè stessa non ceda alla propria natura. Lo stesso finale dell’ultimo dei tre racconti di Ninè lascia presagire sviluppi di quel tipo.

Nel testo viene citato ad un certo punto il saggio di un sociologo che sostiene che per gli uomini la monogamia sia un qualcosa di imposto culturalmente, ma contrario agli istinti più naturali. “Partendo dal presupposto che non ci siano differenze fra uomini e donne…” ragiona Ninè, cercando di giustificare a se stessa il rifiuto di legarsi a un uomo. Ma fa uno sbaglio assolutamente madornale. Uomini e donne sono diversi. Legarsi a un uomo (magari a un “uomo-purché-sia“, direbbe qualcuna) è un istinto molto più radicato nella donna. Inevitabilmente contrastante con la tensione verso il sesso libero, ma non necessariamente incompatibile.

A questo punto è lecito chiederci dove sarebbero le perversioni di Ninè annunciate nel titolo. La risposta è che non ci sono. Il titolo fa parte della maschera. Non solo sono del tutto assenti, ma in realtà qui assistiamo all’esatto contrario.

Parliamo di perversione quando un istinto profondo prende il sopravvento sulle scelte etiche consapevoli. Un esempio banale: una donna sposata, che crede nel valore della fedeltà coniugale, ma che quando le capita la situazione occasionale con lo sconosciuto non riesce a resistere alla tentazione della scappatella, e anzi si va perversamente (appunto) a cercare tali situazioni.

A Ninè succede esattamente il contrario. La scelta cosciente, consapevole è quella di vivere le esperienze erotiche senza limiti, rifiutando tanto il coinvolgimento emotivo, quanto i legami. L’istinto invece, paradossalmente, la spinge a ritornare negli schemi più canonici, quando si scopre a rimpiangere di non saper amare (“Ti darei l’anima adesso. Se solo ne avessi una“), o quando si scopre tremendamente tentata di fare di Luca (che per quanto lo riguarda non aspetterebbe altro) il proprio uomo.

Dovendo esprimere un parere, direi che Ninè come personaggio mi affascina molto di più per queste incredibili, contraddittorie, ma in fondo tenere, anti-perversioni, che per quella maschera di presunta ninfomane tutta-d’un-pezzo che ama cucirsi addosso.

L’ebook viene commercializzato a un prezzo, come dire, ambizioso. Più del triplo degli altri titoli nella stessa collana. La spiegazione sta nel fatto che di questa raccolta non si esclude di farne un’edizione cartacea, laddove si verificassero tutte le condizioni che facciano ritenere la decisione opportuna, secondo le collaudate policy dell’Editore Damster. I testi che hanno anche la versione cartacea hanno il prezzo dell’elettronico un pochino più “pompato”, affinché non ci siano differenze troppo marcate tra le due versioni.

Senza addentrarmi in materie che non mi competono, mi limito a esprimere l’auspicio che il prezzo alto non sia un ostacolo alla diffusione di questi racconti, perché secondo me meritano il pubblico più ampio possibile. Apprezzabili anche le foto erotiche dell’autrice (nel senso che è la fotografa, non la modella), inserite tra un racconto e l’altro, ma purtroppo non adeguatamente valorizzate negli angusti schermi degli e-reader.

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