La studentessa supera l’esame

17 Mar

estatefinita

L’estate è finita di Micol Tommasi

Ho voluto togliermi lo sfizio di andarmi a spulciare il catalogo degli ebook erotici di amazon in cerca di qualcosa di stuzzicante da leggere. Da un lato volevo cercare un ebook interessante da recensire al di fuori, per una volta, del perimetro di Damster. Dall’altro volevo un po’ osservarmi e vedere i criteri coi quali, nei panni del lettore qualsiasi, mi orientavo nella scelta, consapevole che i cataloghi degli store ormai ospitano un bel po’ di materiale scadente e improvvisato, ma senza escludere che in mezzo a tanta spazzatura ci si possa trovare anche qualcosa di interessante.

La scelta alla fine è caduta su “L’estate è finita” di Micol Tommasi, e posso dire che tutto sommato mi è andata piuttosto bene. E’ la storia di una manciata di giorni allo sbando che vive una studentessa 25enne fuori sede. Le sue compagne di appartamento sono tutte in vacanza al mare. Lei rimane sola, ufficialmente “per studiare”, in realtà sta attraversando un momento di crisi, di noia, di incertezza, di insoddisfazione, di desiderio di lasciarsi andare alla deriva. Così quasi per gioco si iscrive a un sito web di incontri, quasi per gioco accetta di vedere il primo che la contatta, quasi per gioco se lo porta a casa, con tutto quel che segue, fino a ritrovarsi a continuare compulsivamente a combinare appuntamenti con altri ragazzi conosciuti su quel sito web.
Dopo aver toccato il fondo in vari sensi, arriva il lieto fine: incontra un ragazzo di cui si innamora e grazie a lui riesce a ritrovare se stessa e ad uscire da questa fase di sbando.

Il sesso è vissuto dalla protagonista in modo del tutto equivalente ad una droga. Non è un caso se durante gli incontri erotici, e anche negli intervalli tra un incontro e l’altro, la ragazza continua a fumare erba, sniffare coca, bere superalcolici. L’obiettivo è quello di stordirsi, di annichilirsi, al limite di autopunirsi. I partner che si sceglie sono sempre in qualche misura a rischio, sconosciuti, stranieri, poco raccomandabili, pronti anche a presentarsi alla porta dell’appartamento con qualche amico con cui spartirsi la ragazza pronta a tutto. Anche loro, in un certo senso, rappresentano un fango in cui la protagonista vuole rotolarsi.

E’ un buon romanzo. La trama sta in piedi. I tempi sono ben gestiti. C’è l’accortezza di intervallare qualche situazione diversa per movimentare un po’ la trama e non appiattirla sulla sequenza di agganci via web e scopate. Anche il lieto fine, seppur indubbiamente orientato sul romantico, riesce a non essere sdolcinato.

L’autrice chiama la protagonista Micol, nel tentativo furbetto di dare una patina autobiografica all’opera. Lascia sottilmente intendere che tutto quello che c’è scritto le sia realmente successo nell’estate del 2012, sapendo che l’idea fa sbavare i lettori meno evoluti. In realtà nel sito web di poche pagine che l’autrice ha aperto, si ammette che c’è un bel po’ di fantasia in quello che è scritto. La protagonista avrà anche ereditato molte caratteristiche dell’autrice, ma sono convinto che per quest’ultima lo sbando (se così lo vogliamo chiamare), l’esperienza trasgressiva, alla fine sia stata proprio immaginare e scrivere questo romanzo.
Produrre un testo narrativo di questa lunghezza richiede un minimo di applicazione, di serietà, di impegno. Anche tutte le attività richieste per pubblicare su lulu.com e su Amazon, rilettura, formattazione, invio, sono abbastanza noiose (anche solo per capire come funziona il tutto), e richiedono buona volontà e la disponibilità a perderci un po’ di tempo. Tutte cose che mi danno un’immagine di Micol ben diversa dalla ragazza sbandata e persa che vediamo nel romanzo. Anzi, nel romanzo le scappa detto che nel gruppo delle amiche di solito Micol è la più seria, quella che va a letto presto e resta a casa a studiare quando le altre fanno baldoria, e probabilmente questo dettaglio descrive la Micol autrice più che la sua eroina alter ego. L’impostazione grafica della copertina dell’e-book è estremamente spartana ed elementare. Micol ha fatto evidentemente tutto da sola, e non possiamo rimproverarle di non essere specializzata in graphic art design. Anche la foto sicuramente non è opera di un professionista, anche se la trovo molto azzeccata come soggetto e in linea col contenuto. Scommetterei che le gambotte nude ritratte siano proprio dell’autrice, e abbastanza abbronzate da farci pensare che non passi davvero tutta l’estate in casa a studiare (o a scopare).

Mi incuriosiva scoprire come se la sarebbe cavata Micol con la descrizione delle scene erotiche. Non è banale per un autore esordiente del genere trovare subito un proprio registro, nel linguaggio, nei toni, nell’approccio. La disinvoltura con cui Micol se l’è cavata mi ha indotto a pensare che non abbia avuto carenza di modelli cui ispirarsi. La immagino avida lettrice di erotismo, probabilmente in rete. Anche perché non a tutti viene in mente di trasformare le proprie fantasie erotiche in un testo narrativo se non si ha avuto qualche cattivo esempio sotto gli occhi.

Confesso che questa Micol autrice che mi sono ricostruito (chissà quanto lontana dalla realtà) ispira le mie simpatie. Una studentessa universitaria più seria e posata delle sue coetanee, forse meno carina e sexy di quanto si dipinge nel testo. Abbastanza trasgressiva da avere fantasie piuttosto spinte, ma al tempo stesso dotata dell’intelligenza e la cultura necessarie a farne un’opera letteraria assolutamente dignitosa.

Almeno secondo quanto ci inducono a pensare gli indizi, per Micol questa trasgressione letteraria resterà un una tantum, un’esperienza da provare e non ripetere. Peccato, perché secondo me la stoffa non manca.

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