Quell’Oscuro Tempio del FemDom

6 Feb

libraio

Il Libraio di Mayadesnuda – Damster Edizioni

E’ curioso, quasi paradossale, che questa opera esca su e-book. Gli elementi che più fortemente la caratterizzano (insieme al FemDom, ovviamente) sono proprio tre entità la cui sopravvivenza il formato e-book virtualmente minaccia. Il Libro, la Libreria, il Libraio.

Il libro fisico, soprattutto il libro antico, è oggetto fetish per eccellenza. In teoria il valore di un libro dovrebbe essere nel contenuto. Ma può succedere che il contenuto irradi la propria aura anche all’inchiostro, alla carta delle pagine, alla pelle della copertina, proprio come le calze, le scarpe, gli indumenti intimi assorbono il fascino della bella donna che li indossa e ne restano contaminati. Il libro si impregna nel tempo non solo del testo che contiene, ma anche delle mani che lo sfiorano, degli occhi che lo studiano, dei luoghi in cui viene conservato, degli anni o dei secoli che vi scorrono intorno. Al punto che troviamo perfettamente normale che i collezionisti (feticisti per definizione) spendano fortune per un libro antico il cui contenuto magari è agevolmente rintracciabile ovunque, gratis o quasi.

La libreria antiquaria diventa così tempio, reliquiario di oggetti sacri, ma anche intricato labirinto reale e simbolico (un po’ come la biblioteca del Nome Della Rosa). Passando per strette e tortuose scale, dietro porte misteriose, si aprono stanze segrete dove i riti del FemDom si consumano. In questo tempio il Libraio è il Sacerdote Officiante. Profondamente devoto al culto FemDom, fino a venirne pervaso dai poteri esoterici.

Nei nove capitoli di questa raccolta, racconti indipendenti ma al tempo stesso episodi di una stessa storia, il Libraio e la Libreria sono  l’elemento fisso, il filo conduttore. Intorno alla Libreria e al suo custode gravitano diverse vicende FemDom, di varia complessità, che si svolgono in gran parte altrove, ma che per varie ragioni finiscono sempre per vivere in quell’oscuro tempio i loro momenti culmine, attirate in quel luogo solenne come da un magnete.

Non ha molto senso sforzarsi di capire se tra un episodio e l’altro i personaggi restino gli stessi. La Signora è una, per definizione, sempre la stessa, a prescindere da quale donna mortale ne assuma il ruolo di volta in volta. E alla fine si può dire lo stesso per il Libraio, che vediamo nell’ultimo episodio, alla fine del suo mandato, scegliersi un successore che perpetui la figura e il ruolo.

L’universo FemDom è materia delicata da trattare letterariamente. Si tratta di un ambito che spesso si rivela una fiera di triti stereotipi, dove talvolta serpeggia del malcelato e rancoroso sessismo. Evoca attempati benestanti con la pancetta flaccida che pagano escort furbette per provare brividi di seconda mano. Eventi pubblici pseudotrasgressivi in locali specializzati che poi altro non sono che ridicoli balli in maschera dove si svilisce ogni vera esperienza e ogni vera emozione. Molto complicato camminare in questo territorio senza pestare qualche mucchietto di squallore per poi portarsene dietro, incancellabile, il fastidioso olezzo.

Maya, con classe e vivida immaginazione, riesce benissimo ad evitare cadute di stile. Il FemDom qui rappresentato, pur restando molto fedele agli schemi classici, non solo viene ammantato di fascino ed eleganza, ma in modo molto suggestivo e convincente reso persino magico, sacro, fonte di forze profonde che trascendono lo spazio e il tempo. E’ chiaro che chi non ha inclinazioni o interesse verso il genere non ne resterà incantato più di tanto, ma non si può non riconoscere che l’operazione è svolta con maestria.

Una piccola lacuna la riscontro nell’abuso della tecnica delle frasi brevi, secche, spezzate. Un escamotage che usato con moderazione, laddove serve, può essere molto efficace. Ma quando se ne abusa, o si pretende addirittura di farne uno stile, si sbaglia. Lo stile, se permettete, è un’altra cosa.
Purtroppo, me ne sto accorgendo, questo è un malvezzo piuttosto diffuso tra le penne erotiche, e vi si potrebbe dedicare un pezzo ad hoc, qui su CSA.
Non credo che con Maya ci sia bisogno di entrare maggiormente nello specifico. Una vera Signora sa da sola che l’esagerazione non è mai elegante. Una Signora di classe non mette mai troppo profumo. Meno che mai in un caso come questo. Un profumo così diffuso e sputtanato, poi. Un profumo, diciamolo pure, da due soldi al flacone.

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