LA COMPAGNIA DELLE ORCHIDEE OVVERO LA NASCITA DI UNA CORTIGIANA

21 Gen

L’idea della cortigiana è un buono spunto di partenza: basti vedere la Carey quante copie ha venduto con la sua Trilogia di Kushiel… Ed è anche un’idea di partenza che dà la possibilità di infinite, fantasiose variazioni.

Qui siamo davanti al personaggio di una donna ripudiata, sterile, in un mondo in cui l’unico scopo di una femmina è quello di fare figli. Questa donna non accetta il suo destino, non accetta di essere messa in un angolo a fare da trastullo più o meno segreto all’uomo che l’ha accantonata come un vecchio straccio. Una donna forte quindi, capace di vedere al di là delle restrizioni della società in cui vive. Una donna che, nel reclamare la sua posizione nel mondo, si ritroverà anche a scoprire cosa le può dare il suo corpo.

Se il lettore si aspetta di trovarla già a pagina tre che giace nel mezzo di un’orgia resterà deluso, però: questo è un racconto di preparazione, un’introduzione a futuri sviluppi, un prologo insomma. La protagonista, guidata da un insolito Virgilio, deve crescere interiormente e scoprire sé stessa prima di accedere al piacere fisico condiviso con altri, pertanto i primi tre quarti del libro sono più che altro riflessivi, concentrati su Caterina e sulle sue sensazioni ed emozioni: la vera e propria azione si vedrà solo verso la fine del racconto. Personalmente mi piace questo modo di approcciarsi alla narrazione: prenderla alla larga, far crescere l’aspettativa mentre si inquadrano bene i personaggi e le situazioni, costruire un percorso di sensazioni che sfocia infine nella pienezza dell’amplesso.

La narrazione è più delicatamente erotica che pornografica, questo è poco ma sicuro. Il linguaggio è molto delicato, non si trova in tutto il libro una sola parola scurrile, ma particolareggiato. L’autrice descrive le scene con notevole dovizia di particolari, ma solo fino ad un istante prima della penetrazione: qui diventa più sintetica, lascia al lettore il compito di viaggiare con la fantasia e immaginare nella propria mente il dettaglio ci ciò che accade.

C’è chi tutto questo lo considera un difetto, chi un pregio: questione di gusti personali. Il mio, di gusto, mi spinge verso scene più esplicite anche per quanto riguarda il coito, ma narrate con altrettanta delicatezza, senza mai utilizzare termini volgari o rozzi, e ho quindi molto apprezzato il modo di narrare seppur rimanendo un pochino “a bocca asciutta” nel momento in cui le cose anziché particolareggiarsi ulteriormente diventavano più nebulose.

Trovo che lo stile di scrittura sia molto “siciliano”: ho trovato in passato in altri scrittori provenienti da quella stupenda regione la stessa cura dei particolari descrittivi e lo stesso tono un pochino pomposo che ritrovo qui. Anche in questo caso, il gusto personale ci fa apprezzare o meno: a me ad esempio piacciono molto i particolari, la precisione nelle descrizioni e nelle ambientazioni, un po’ meno la pomposità.

Inizialmente quando sono arrivata in fondo alla lettura sono rimasta un po’ delusa perché si interrompe proprio quando le cose iniziano a movimentarsi, quando la Compagnia delle Orchidee si forma, però poi riflettendoci mi sono detta che probabilmente è solo la prima parte di un racconto più lungo, e ne ho avuto conferma dall’autrice stessa: gli stessi personaggi compariranno in altri scritti.

Avendo apprezzato questo primo racconto aspetto quindi fiduciosa, curiosa di sapere come si evolveranno le avventure di Caterina e degli altri componenti della neoformata Compagnia!

Ashara

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2 Risposte to “LA COMPAGNIA DELLE ORCHIDEE OVVERO LA NASCITA DI UNA CORTIGIANA”

  1. Franca Poli 22 gennaio 2013 a 17:54 #

    Questo libro a me è piaciuto perchè parla di una donna ripudiata dal marito, che si lascia convincere da un libertino a provare le gioie del sesso. Prima però lui le insegna a conoscere il proprio corpo nell’arco di una settimana.Tutto ciò viene descritto senza cadere nella volgarità o nella pornografia,ma facendo sì che il lettore possa far volare la fantasia.

    E’ vero che alla fine uno rimane un po’ deluso perchè vorrebbe sapere come si evolve la situazione, ma questo è solo il prologo, e i vari personaggi si troveranno in altri libri.

    A me lo stile che ha Fabiola D’Amico di scrivere piace molto, e spero di potere leggere presto qualche altro racconto con i personaggi della Compagnia Delle Orchidee.

    Franca

  2. Maria Grazia Tommasini 18 febbraio 2013 a 19:17 #

    Che dire? Fabiola D’Amico è una scrittrice in gamba. Ho letto più di un suo libro e ne sono rimasta pienamente soddisfatta. Anche la Compagnia delle Orchidee, dove il sesso la fa quasi da padrone, è trattato con semplicità e lascia posto alla propria fantasia di spaziare. Non c’è volgarità, ti avvicina alla protagonista e ti fa comprendere il perchè della sua decisione di diventare cortigiana. E ti avvicina con simpatia e malizia anche al personaggio principale, che è un libertino. Spero di leggere in futuro il proseguimento di questo mini libro.

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