La “Seconda Iniziazione” della ex-Principessa

20 Gen

compagniaorchidee

Fabiola D’Amico: “La Compagnia delle Orchidee” – Damster Edizioni

Ribaltando l’impostazione classica, la storia inizia col vissero (anzi, vivevano) felici e contenti. Caterina è una principessa da favola: è giovane e bella, di buoni sentimenti, ed è sposata al suo Principe Azzurro, che ama teneramente e da cui è riamata. Siamo nella Firenze del primo ‘800, e lui, il principe Federico, è l’erede al trono del Ducato (nella realtà storica al suo posto ci sarebbe Leopoldo II).

Ma le cose per lei cambiano in un battito di ciglia, ed in modo drammatico. Il Principe la ripudia, sospettando che sia sterile, mentre lui per ragioni politiche ha bisogno di avere quanto prima un erede maschio. Così all’improvviso Caterina si ritrova sola, abbandonata e mal vista un po’ da tutti. Deve svestire in fretta gli abiti della principessina delle favole e decide di indossarne di completamente diversi.

Voglio che facciate di me la più spregiudicata cortigiana del Ducato” chiede a Massimo Ripoli, un barone noto per la sua vita libertina e dissoluta, offrendogli una lauta ricompensa. Lui accetta, e il fulcro di questo romanzo breve di Fabiola D’Amico è costituito proprio da questo particolare corso di formazione di sette giorni in cui Caterina viene guidata alla scoperta di una sessualità molto più piccante e perversa di quella che aveva conosciuto sin lì.

Sia il personaggio della protagonista, sia lo stile della prosa, mantangono una perfetta coerenza per tutto lo scritto, e questa è una delle cose che ho particolarmente apprezzato. Si passa (per così dire) dalla Principessa Sissy alla Juliette di De Sade, dalle sale da ballo dei palazzi signorili alle stanze di bordello, senza avvertire strappi e cuciture, così che anche i momenti trasgressivi rappresentati nella seconda metà del testo mantengono un piacevole senso di raffinata eleganza.

Forse il lettore più avido di carnazza potrebbe spazientirsi per l’attesa e trovare il corso di formazione del barone un po’ troppo lento e graduale. Trovo invece che il romanzo ha un suo equilibrio e una sua coerenza, e le stesse attese sono a loro modo estremamente erotiche.

L’esperienza di Caterina, sebbene collocata in un periodo storico e in un contesto sociale particolare, possiede una certa universalità. Si tratta della seconda iniziazione sessuale, una situazione che capita di vivere a molte donne, spesso anche in età non giovanissima. La storia di Caterina ne ha tutti i tratti caratteristici.

La protagonista non era certo vergine all’inizio della storia, e possiamo supporre che avesse una vita sessuale soddisfacente, visti i sentimenti e l’attrazione che sente per il marito e che il testo ci dice ricambiata. L’urgenza politica di avere presto l’erede maschio probabilmente rendeva anche alta la frequenza degli amplessi tra lei e il principe. Eppure c’è un intero universo che lei ignorava completamente e che si trova a scoprire in questa settimana di iniziazione. L’universo del sesso fine a se stesso, orientato alla ricerca del piacere. Del sesso che ha un valore di per sé e non come mero accessorio dell’unione di coppia. E’ tipica e ineludibile la presenza di un uomo che faccia da iniziatore, in questo caso il barone Ripoli, verso cui la protagonista nutre sentimenti contrastanti: ne è fortemente attratta, ne ammira la diabolica capacità di leggere nelle sue emozioni, nel percepire le sue pulsioni, le sue debolezze, la sua vulnerabilità a certe tentazioni, e al tempo stesso, proprio perche si sente in qualche modo indifesa, lo detesta. Un sentire nei confronti di un uomo completamente diverso da quello dell’amore romantico, ma non per questo meno intenso.

Altro aspetto caratteristico sta nel fatto che questa seconda iniziazione si configura come esperienza di crescita personale in senso generale, e non limitata alla camera da letto. Una donna che prenda contatto con la propria sessualità profonda diventa una persona più completa, più forte, più sicura di sé, più solida. Ed è quello che succede a Caterina, che entra nella storia come donna debole e sperduta e ne esce come vera padrona non solo del proprio corpo e del proprio piacere, ma anche della propria vita e del proprio destino.

Tuttavia, a differenza di quanto succede a Caterina nel romanzo, non sempre  la seconda iniziazione comporta una rinuncia definitiva all’amore romantico. Al contrario, una donna completa, che ha vissuto la propria seconda iniziazione, può tornare ad amare con ancora maggiore intensità e consapevolezza. Ho anche sospettato, durante la lettura, che poi ci fosse un lieto fine in questo senso, magari che coinvolgesse il maestro di piano, così ispirato e adorante, che appare all’inizio della storia. Forse ho sopravvalutato l’inclinazione romantica dell’autrice che invece ha previsto uno sbocco del tutto diverso. Bene così.

Le uniche mie perplessità riguardano il titolo e la sinossi che compare nei vari bookstore che vendono l’e-book. Si lascia l’impressione che il libro sia centrato sulle attività della “Compagnia delle Orchidee“, quando invece tale Compagnia compare solo nelle ultimissime righe e come forma di progetto tutto da realizzare. Personalmente trovo che la storia abbia una sua compiutezza anche di per sé, ma posso capire che un lettore influenzato dal titolo e dalla sinossi possa arrivare all’ultima pagina con la fastidiosa impressione che il libro finisca proprio quando la storia vera e propria sta per cominciare. Si sarebbe potuto scegliere un titolo più azzeccato.

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2 Risposte to “La “Seconda Iniziazione” della ex-Principessa”

  1. fabiola 20 gennaio 2013 a 19:08 #

    grazie, bellissima recensione… a questo punto posso dirti che la compagnia delle orchidee era molto attiva quando scrissi – molto prima di questa storia – il romanzo regency dal titolo il guerriero e la dama di ghiaccio, che uscirà a breve nelle librerie… una notte di insonnia mi dissi che era giusto spiegare come nasceva quel club esclusivo… e così nacque l’iniziazione di Caterina…non ti nascondo che prima o poi ci saranno altri episodi della compagnia…

Trackbacks/Pingbacks

  1. Il Sesso e l’Amore di “seconda fase” | ConSesso Aperto - 24 agosto 2014

    […] già incontrato un concetto simile quando abbiamo recensito “La Compagnia delle Orchidee“, in cui la protagonista si affidava alle lezioni di un noto libertino. Con sfumature diverse […]

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